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Rossano: distanza da cariati 30 km

Rossano è una graziosa cittadina definita anche “La Bizantina” per l’immenso patrimonio storico ed artistico che i rossanesi hanno saputo conservare negli anni. Come la maggior parte dei paesi che si affacciano sul nostro tratto di costa Rossano è divisa in due: una parte antica che è arroccata su una collina, Rossano Alta, ed una parte moderna che è Rossano Scalo. Rossano alta si lascia ammirare per il suggestivo panorama da cui domina il mare, per i locali tradizionali e per le botteghe artigiane in cui ancora si svolgono manualmente e con grande abilità le antiche professioni. Aggirandosi per i suoi viottoli è possibile raggiungere la cattedrale, al cui interno è possibile ammirare il dipinto dell’icona Achiropita (letteralmente non dipinta da mano umana), ed il museo Diocesano di Arte Sacra al cui interno è conservato il più antico documento esistente del Cristianesimo, il Codex Purpureus, un evangelario greco, di straordinario interesse biblico e storico.

La Storia di Rossano

I primi insediamenti della popolazione indigena risalgono ai secc. XI - VIII a.C.: siti archeologici Enotrii, Brettii, Greci e Romani sono segnalati in tutto il territorio. Il periodo storico più importante per Rossano è quello Bizantino, infatti dal 540 al 1059 essa diventa una città strategica dell’Impero di Bisanzio tra le più attive e sicure del sud-Italia, e un centro militare, politico e amministrativo che ospita i più alti dignitari della corte di Bisanzio, ma anche dell’Impero Italo-Tedesco. E’ il momento della massima potenza e notorietà per Rossano, che le valgono i titoli onorifici di "La Bizantina", "perla bizantina della Calabria", e "la Ravenna del sud". Il secolo X, che per l’Europa è uno dei secoli più drammatici, è invece, il secolo d’oro per Rossano. Essa è il centro urbano più importante della Calabria, sede dello Stratego, di Vescovado, di uffici amministrativi, di officine artigianali, di botteghe d’arte.

Cosa Vedere: numerose le chiese importanti

Oltre ai numerosi palazzi gentilizi disseminati in numerose proprietà private, nel Centro Storico di Rossano è possibile visitare:

La Cattedrale di Maria Santissima Achiropita: eretta nell'XI secolo, con successivi interventi nel XVIII e XIX, è il principale monumento architettonico della città, con pianta a tre navate e tre absidi. La torre campanaria e la fonte battesimale risalgono al XIV secolo mentre gli altri decori datano tra il XVII e il XVIII secolo. La chiesa è famosa per l'antica immagine della Madonna Acheropita, ossia non dipinta da mano umana, di datazione probabile tra il 580 la prima metà dell'VIII secolo. All'interno della sacrestia nel 1879 fu ritrovato il famoso "Codex Purpureus Rossanensis", evangeliario greco del V-VI secolo. Il raro manoscritto è il più antico documento esistente del Cristianesimo, ed è di straordinario interesse biblico e storico. Per l’Arte che esprime e per la perfetta manualità della riproduzione libraria, è certamente un capolavoro d’importanza mondiale. I 188 fogli sono di pergamena, membrane sottilissime ottimamente lavorate e colorate rosso porpora. La particolare rarità delle pergamene purpuree è determinata dall’esclusiva prerogativa del colore porpora usato solo dagli Imperatori di Bisanzio. D’Autore sconosciuto, in epoca più tarda rilegato in pelle scura, le sue 376 pagine, tutte miniate in oro e argento, contengono l’intero Vangelo di Matteo e quasi tutto quello di Marco. Il resto dell’opera fu distrutta in un incendio, probabilmente nel XVII°, o XVIII° secolo. Al mondo ne esistono solo sette esemplari, tre in lingua aramaica e quattro in greco. Gli altri preziosi documenti sono conservati a Londra, Parigi e San Pietroburgo. Tra tutti questi, il rossanensis è certamente quello conservato meglio, ed è anche quello che ha la maggiore foliazione. Scampato ad incendi, rapine e anche ad un Arcivescovo che avrebbe voluto distruggerlo, perchè “nemico dell’antichità”, la sua presenza fu segnalata per la prima volta in un memoriale del 1705, indirizzato a Papa Clemente XI. Diverse le ipotesi sulla creazione e provenienza.

L'Oratorio di S. Marco (IX-X secolo): originariamente dedicato a Sant'Anastasia, è il monumento più antico della città ed una delle chiese bizantine meglio conservate d'Italia. Fu costruito su iniziativa di San Nilo come luogo di ritiro ascetico per i monaci eremiti che vivevano negli antichi insediamenti rupestri sottostanti. Si tratta di un edificio in stile bizantino con pianta a croce greca, caratterizzato da cinque cupole a tamburo e dall'abside, che conserva inoltre tracce di un antico affresco della Madonna del Bambino.

La Chiesa di S. Bernardino (XV secolo): in stile tardo-gotico, fu la prima chiesa Cattolica della città ed ospita il sepolcro di Oliverio di Somma (1536) con la statua del defunto ed un Crocifisso ligneo del XVII secolo.

La Chiesa della Panaghìa (X secolo): così denominata in onore di "Maria Tutta Santa", è un altro esempio di architettura religiosa bizantina nel cui abside si conservano tracce di almeno due fasi pittoriche, con un affresco più antico raffigurante San Basilio ed un frammento del XIV secolo che ritrae San Giovanni Crisostomo.

L'Abbazia di Santa Maria del Patire (XI-XII secolo): immersa nel verde delle colline, conserva splendidi pavimenti a mosaici arabeggianti, l'abside in stile normanno ed un antico portale ligneo. Fu fondata dal monaco e sacerdote San Bartolomeo di Simeri verso il 1095 sulle rovine di un oratorio.

La Torre Stellata (XVI secolo): anche nota come Torre Sant'Angelo, è un antico edificio militare fatto fortificare da Bona Sforza tra il 1543 ed il 1564, all'interno del cui complesso mercantile si trova un ottimo esempio di fondaco perfettamente conservato.

Le tipicità

Da non perdere il Museo Della Liquirizia “Amarelli”. Dal 1971 La fabbrica di liquirizia Amarelli produce liquirizia. Pregiata e gustosa, ricca di buone virtù e dolce come il clima della nostra Calabria, dove nasce e cresce spontanea. A suggellare la passione per questa produzione è nato il Museo della Liquirizia, allocato in una caratteristica residenza quattrocentesca è affiancato da un giardino di agrumi e da una piccola chiesa. All’interno è possibile ammirare e conoscere la storia della liquirizia ed il sistema di produzione artigianale. Nascono cosi le liquirizie, nere, brillanti, seducenti, gioia dei bambini ma anche soprattutto di adulti che amano i piaceri di una vita sana e naturale. Per raccontare questa storia davvero unica, la famiglia ha aperto al pubblico il Museo della liquirizia "Giorgio Amarelli" che ha ottenuto nel 2001 il "Premio Gugghenheim Impresa & Cultura" e nel 2004 le "Poste Italiane" hanno voluto riconoscere l'unicità di tale Museo, dedicandogli un francobollo della serie "Il Patrimonio artistico e culturale italiano".
Molto interessante la visita, per scoprire fra oggetti del passato ed etichette d'epoca, un'esperienza di vita e di lavoro che si prolunga nel tempo sapendosi adeguare al suo divenire.

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