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Rafting sul fiume Lao: distanza da cariati 132 km


Avventura, spirito di squadra e adrenalina: ecco il giusto mix che fa del rafting lo sport fluviale più popolare tra quelli estremi. Ideale per gli amanti della natura, alla ricerca di emozioni forti e di paesaggi spettacolari. Lao è il fiume più importante del Parco Nazionale del Pollino e viene percorso in kayak o raft. L’escursione sul fiume Lao si svolge in una giornata ed è adatta a persone di tutte le età. Una guida manovra il gommone e coordina il gruppo, questo fa sì che anche i principianti possano vivere l’esperienza in totale sicurezza. L’unico requisito richiesto è saper nuotare.

La natura offre al visitatore mille motivi di interesse e moltissime possibilità sportive. Il torrentista vi trova percorsi assai differenti tra loro, a cominciare dalla Grande Gola del Lao, che inizia 2 Km a valle del paese di Laino. Il fiume Lao è una delle mete preferite per chi ama gli ambienti fluviali, ed in particolare per i canoisti, è uno degli appuntamenti da non mancare. Il corso è bello, scorre in una gola selvaggia e c’è sempre acqua. Qui negli ultimi anni ha preso piede l’attività del rafting, la discesa del fiume su particolari gommoni detti "raft", che consente di rivivere in versione moderna l’emozionante avventura della discesa del fiume su bolla d’aria.

Il Lao, un fiume importante

Il fiume Lao nasce da Serra del Prete (2181 metri), una delle cime più alte del massiccio del Pollino, attraversa tutta l’omonima vallata per sfociare, dopo aver percorso 51 Km, nel Mar Tirreno in prossimità di Scalea. Ha una portata di magra di 4,5 mc al secondo e scendendo a valle viene alimentato da altri numerosi torrenti quali: il fiume Battendiero, il fiume Iannello e il fiume Argentino. Con un bacino idrografico di 601 Kmq, il Lao viene collocato al centoundicesimo posto tra i fiumi italiani. Scendendo verso valle il fiume bagna i comuni di Laino Borgo, Laino Castello, Papasidero, Orsomarso, Santa Domenica Talao, Santa Maria Del Cedro, Scalea.
Dopo aver toccato l’abitato di Laino Borgo il corso d’acqua si immette in un grande canyon profondo circa 200 metri. La flora presente lungo il corso d’acqua si compone di una splendida foresta alta e folta di ontani napoletani, salici e pioppi neri, ma anche carpini neri, roverella, ornelli e lecci che poi formano una densa macchia – assieme a lentischi e filliree – sulle rocce calcaree rosate e compatte che costituiscono le pareti del canyon. Quest’ambiente si alterna ad ampie radure folte di cespugli di tamerici e di oleandro. Diverse specie animali sono presenti in questo ambiente fluviale. L’osservazione degli animali non è facile, ma si possono sempre incontrare la salamandrina dagli occhiali, il gambero di fiume o la trota fario nelle acque del fiume, oppure il falco pellegrino che sfreccia nel cielo con volo potente. Negli ultimi anni si è avuta anche la presenza di aironi cinerini che nel periodo primaverile risalgono lungo il fiume per poi nidificare sugli alberi presenti lungo le sponde. A testimoniare l’integrità dell’ecosistema fluviale del Lao è la lontra che vive soltanto in acque pulite prive di elementi patogeni. La vallata del Lao rappresentava nel passato un’importante via di penetrazione verso l’interno, era una delle vie d’acqua più importanti della nostra regione, ed è uno dei luoghi più incantevoli della Calabria.

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