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Vale la pena fare un viaggio a Cariati anche solo per ammirare il Codex

A soli 30 Km da Cariati vi è Rossano, cittadina sulla costa jonica che custodisce un'opera dal valore inestimabile, Il Codex Purpureus Rossanensis, manoscritto greco risalente al VI secolo, in questo momento alla ribalta internazionale per essere stato riconosciuto patrimonio dell’umanità ed inserito dall’Unesco tra i 47 nuovi documenti del Registro della Memoria Mondiale.

Il Codex è un manoscritto onciale greco che contiene un evangelario con testi di Matteo e Marco.

L’onciale non è altro che un’antica tipologia di scrittura maiuscola usata nei manoscritti dagli amanuensi latini e bizantini.

Oltre alla scrittura, nel Codex è presente anche una serie di miniature. È per questo che esso attiene alla categoria dei manoscritti miniati, ovvero quelle opere il cui testo è completato dall’aggiunta di decorazioni. E il Codex di Rossano è uno dei più antichi manoscritti miniati del Nuovo Testamento che si sono conservati.

L’importanza di opere di questo tipo non risiede solo nel loro intrinseco valore storico e artistico, ma nel supporto che esse seppero fornire nel tramandare la conoscenza di importanti documenti antichi. Infatti se non fosse stato per i monaci amanuensi la maggior parte della letteratura della Grecia e di Roma sarebbe andata persa. L’illustrazione dei manoscritti, infatti, si è rivelata essenziale nella conservazione dei testi antichi e nella trasmissione delle informazioni in essi contenute, in un’epoca in cui le nuove classi dirigenti non sapevano più né leggere né scrivere.

Il Codex Rossanensis, detto “Purpureus” per il colore porpora delle sue pagine, fu portato alla luce nel 1879 nella sacrestia della Cattedrale di Maria Santissima Achiropita di Rossano, dove si trovava celato da secoli.

Come dimostrano i simboli dei quattro evangelisti, contenuti nella prima miniatura, originariamente esso conteneva tutti e quattro i vangeli canonici e si componeva di 400 pagine.

Purtroppo, ci sono pervenuti solo i vangeli di Marco e Matteo e una lettera di Eusebio a Carpiano sulla concordanza dei vangeli, per un totale di 188 pagine. Il manoscritto è impreziosito da decorazioni in oro e argento e da 14 miniature che illustrano i momenti più significativi della vita e della predicazione di Gesù.

 

Il Codex è custodito nel Museo diocesano di Arte Sacra. Come fare per visitare il museo? Prenotando una visita telefonicamente al numero 0983.525263, oppure via email scrivendo a neilos@tiscalinet.it.